Spiga

Il blog è stato trasferito

http://www.economia-finanza.blogspot.com/

Ritorno al nucleare...

Pochi giorni fà il ministro Scajola ha dichiarato l'intenzione del governo di riportare l'Italia nel nucleare dopo 21 anni da quel referendum svolto sull'onda emotiva del disastro di Chernobyl che decretò la fine dell'esperienza italiana nel nucleare civile che fino agli anni 60 ci vedeva come la terza potenza al mondo, dietro a Stati Uniti ed Inghilterra, e davanti di molte lunghezze all'allora Unione Sovietica. Non posso dire con certezza se il nucleare è la risposta migliore al problema energetico italiano, certo è che bisogna pur fare qualcosa perchè basta dare una semplice sbirciatina ai dati riguardanti la produzione energetica nazionale per notare che ci troviamo in una pessima e umiliante situazione. La produzione nazionale è pari infatti solo al 12 % del fabbisogno, ottenuta con le nostre poche materie prime e con le centrali idroelettriche sparse in tutto il territorio dalle alpi ai monti iblei, un altro 12 % lo compriamo dalle centrali nucleari vicine ai nostri confini di proprietà dei nostri cugini europei, il restante 73 % lo produciamo pur sempre nel territorio nazionale ma con petrolio e gas acquistato all'estero. Un misero 3% è poi diviso fra eolico, solare, geotermico e da termovalorizzatori, energie rinnovabili di cui ci riempiamo la bocca e sentiamo spesso parlare i nostri politici ma in realta è come se non le utilizzassimo. Siamo il paese al mondo con le più alte importazioni di energia, la nostra bolletta ammonta a 30 miliardi di euro l'anno, valore che sarà rivisto al rialzo a seguito del rally dei prezzi delle materie prime in questi ultimi mesi, con il petrolio gia oltre i 130 dollari al barile. La preoccupazione deriva non solo dall'enorme costo, pari al 2% del nostro pil speso per l'acquisto delle materie prime all'estero, ma anche per la mancanza di autonomia politica e militare nei confronti degli altri paesi, dato che basta un albero caduto in svizzera per lasciare l'intera nazione al buio come accadde pochi anni fa. Basare l'intera produzione nazionale sull'energia nucleare è però illusorio dato che servirebbero 28 centrali da 1600 MW ciascuna e in Italia per le caratteristiche del territorio non potremmo averne più di una dozzina dato che non ci sono cosi grandi corsi d'acqua per il raffreddamento e sarebbe difficile far accettare più di una centrale ad alcune regioni. Il progetto annunciato dal governo avrà un costo che possiamo facilmente calcolare: per costruire una centrale da 1600 MW ci vogliono circa 3 miliardi di euro, quindi per le 4 previste ci vogliono 12 miliardi di euro piu gli interessi di finanziamento. E i tempi di costruzione di un reattore sono di circa 50 mesi più il periodo necessario per le varie autorizzazioni. In Finladia, paese non certo afflitto da una burocrazia "all'italiana" e con il consenso della popolazione (qui da escludere a priori) è stato annunciato nel 1998 la costruzione del primo reattore di 4° generazione e il tutto si concluderà nel 2011. Quindi almeno 14 anni per avere le centrali in funzione escludendo gli eventuali intoppi amministrativi e proteste dei cittadini. Davvero tragicomico come un paese che ha speso 20 miliardi di euro per uscire dal circolo dell'uranio,chiudendo centrali appena finite, ne paghi quasi altrettanti per ritornarvi. Stranezze italiane ahime! Il nucleare inquina poco : emette gas serra per kWh del 99.9 % in meno rispetto al petrolio e al gas, il 90 % in meno del fotovoltaico, il 25 % in meno dell'eolico e il 30 % in più dell'idroelettrico (la fonte di energia più pulita). Il vero problema non sono le emissioni di CO2 ma le scorie ad altissima radiottività, che impiegano centinaia di anni per inattivarsi e possono essere stoccate nei pochi siti stabili trovati, anche se sono in corso ricerche per il loro smaltimento rapido o riciclaggio. Il programma nucleare avra importanti ricadute in ambito industriale e scientifico, infatti giorni fà Ubs ha confermato il buy su Enel oltre al target price a 9 euro.Gli analisti della banca svizzera sono convinti che ogni 1.000 megawatt di potenza prodotta con energia nucleare, comporterebbero un aumento del valore nominale della società di circa 2 miliardi di euro. Numeri che si tradurrebbero con un beneficio per gli investitori, ai valori attuali, di 0,1 euro per azione. Grazie al nucleare poi tornerranno in italia i migliaia di ricercatori nel settore che ormai 20 anni lavorano con alta professionalità nelle centrali nucleari di tutta europa. L'ideale per il nostro paese è attuare un processo di diversificazione, che riduca la dipendenza dal petrolio e dal gas di almeno il 50 % nei prossimi 30 anni, target non impossibile se si avvia un ampio progetto di investimento non solo sul nucleare di terza e quarta generazione ma anche sulle energie rinnovabili che sono solo utilizzate a scopi propagandistici essendo meno del 3 % del totale, e che ad ogni occasione il loro sviluppo è stato interrotto dal NO del politico di turno. Spero ci troviamo davanti ad un progetto serio e responsabile, e non al solito vergognoso teatrino politico ...

Sell off

Borse europee in netto ribasso, sulla scia di Wall Street e del caro petrolio, balzato sopra i 138 dollari al barile e con il resto delle materie prime che seguono a ruota.Secondo uno studio di Morgan Stanley, il petrolio volerà a 150 dollari al barile entro il 4 luglio, a causa della domanda asiatica sommata alla stagnazione dei rifornimenti. Il dato sulla disoccupazione Usa, salita oltre le attese al 5,5%, (prevista al 5.1%) ha alimentato le vendite su tutti i mercati, che nel Vecchio Continente sembravano ben intonati in avvio di seduta. Il dato sulla disoccupazione americana è il peggiore dal 1986, ma volendo guardare il bicchiere mezzo pieno c'è da notare come i licenziamenti siano però inferiori alle attese.Ritorna così lo spettro della recessione, che portò mesi fa la Casa Bianca e la Fed ad azionare con decisione le leve della politica fiscale e monetaria, con il pacchetto Bush e il taglio deciso dei tassi.Già allora dicevo come la seconda parte del 2008 sarebbe stata quella determinante,con un primo semestre in cui le aspettative di ripresa dell'economia hanno fatto scattare quegli acquisti che hanno spinto i mercati ad un rimbalzo dai minimi, ed una seconda in cui solo con l'analisi dei dati macroeconomici avremmo capito se la cura all'economia americana avrebbe avuto gli effetti sperati. La partita ora ritorna nelle mani della Fed, che dovrà risolvere il dubbio amletico se alzare o meno i tassi di interesse per evitare il pericolo inflazione che si fa sempre più minaccioso (i dati riguardanti l'andamento dei prezzi sono ora da tenere molto più in considerazione) insieme ad una bassa o nulla crescita. E osservando i Federal Funds Futures si può già notare come il mercato stia ponderando la possibilità di un rialzo dei tassi Usa a fine 2008. Riguardo l'analisi tecnica, il nostro spmib ha disegnato oggi un engulfing bearish e si è fermato sul supporto statico dei 31700 punti. Stiamo quasi per entrare in ipervenduto ma la candela non è certo di inversione.... Una continuazione del ribasso ha come target i 30500 che sono l'ultimo ostacolo prima di rivedere nuovi minimi. Buon investimento a tutti....

Trichet spaventa i mercati


Oggi il presidente della Bce ha parlato della possibilità di un rialzo del costo del denaro a luglio, viste le attese di un periodo di alta inflazione, superiore alle previsioni. La causa di questa impennata è da trovare nell'aumento dei prezzi di tutte le materie prime e nel rischio di aumenti salariali sganciati dalla produttività del lavoro. Le principali borse europee, compresa Piazza Affari, hanno reagito male alle preoccupazioni di Trichet per l'inflazione ripiegando sui minimi di giornata. Sul fronte della crescita rimangono comunque buone le previsioni sul 2008 mentre più negative quelle per il 2009 con una crescita stimata ora all' 1.5 % dall' 1.9 % precendentemente previsto. Per Trichet non c'è sostituzione fra inflazione e crescita, e se il Pil dovesse rallentare anche vistosamente ma l'inflazione rimanere molto elevata, la Bce potrebbe comunque alzare i tassi per non rischiare una ben piu' pericolosa ''stagflazione''. Da seguire adesso con attenzione i movimenti dell'euro contro il dollaro.

Promesse elettorali...


Per Alitalia ci vuole l'esorcista: aveva ragione l'ex presidente Maurizio Prato, sembra proprio che non ci siano altre strade per salvare quella compagnia". Parola di Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France-Klm. Che del nuovo tentativo di cessione avviato dal governo Berlusconi dice: "Ne restiamo fuori" e "con Air France non c'è stato alcun contatto". Nessun dialogo sulla privatizzazione della compagnia di bandiera italiana, quindi, né con il governo, né con Alitalia, né con Banca Intesa, che sta per assumere il ruolo di advisor.


Ma la lunga fila di imprenditori italiani pronta a risanarla?
è volata via... dopo le elezioni...

Spmib

Doji per il nostro indice. Sopra i 34700 dovremmo assistere alla chisura del gap. Dopo la chiusura vedremo se si vorra allungare fino alla resistenza semestrale che passa a 36800 punti, dove si trova anche la mm200

Fiat


Doji per fiat con volumi scarsi. Solo sopra i 15.3 scatta il buy con target ambizioso fino ai 16.5. Ritorna negativa solo sotto i 14.5

Avviso ai naviganti


Per motivi personali non potro aggionare il blog fino al 14 febbraio.

Buon investimento a tutti!